Colla per piastrelle. Glossario dei termini tecnici dei collanti

La colla per piastrelle è disponibile in diverse formulazioni – cementizia in polvere, in pasta pronta all’uso o a base di resine reattive -ciascuna pensata per materiali e situazioni di posa differenti: gres porcellanato, ceramica, pietra naturale, mosaico e legno. Scegliere il collante giusto significa tenere conto del supporto (pavimento, parete, interno o esterno), del formato delle piastrelle e delle condizioni ambientali. Nelle schede tecniche e sui sacchi, però, compaiono termini tecnici che possono confondere chi non è del mestiere.

Ciao, sono Matteo di Quelldicasa.

Questo glossario nasce, dalla collaborazione tra il personale della sala mostra di Venezia Marcon e i nostri posatori piastrellisti dipendenti, per aiutarti a leggere le etichette e individuare la colla o il collante più adatto al tuo progetto di posa.

Glossario per riconoscere la colla per piastrelle.

Lo abbiamo realizzato in collaborazione tra il personale della mostra di Venezia Marcon e i nostri posatori piastrellisti dipendenti.

colla per piastrelle collante


Adesivo a base di resine reattive (R).

Miscela di resine sintetiche, additivi organici e cariche inerti, il cui indurimento avviene per reazione chimica con un catalizzatore. Può essere monocomponente o bicomponente.

Questo tipo di collante è particolarmente indicato dove servono resistenza chimica e impermeabilità elevate: piscine, ambienti industriali, superfici soggette a forti movimenti termici o strutturali. Tra i più diffusi rientrano gli adesivi epossidici, adatti anche alla posa di mosaico e pietra naturale in condizioni gravose.


Adesivo cementizio (C).

Colla per piastrelle premiscelata in polvere, costituita da leganti idraulici, inerti, polimeri e altri additivi organici. Prima dell’utilizzo si miscela con acqua o con un additivo liquido (lattice).

È il collante più utilizzato nella posa di gres porcellanato, ceramica, monocottura e bicottura, sia su pavimenti che su pareti, per interni ed esterni. La normativa UNI EN 12004 ne classifica le prestazioni: classe C1 per aderenza normale e classe C2 per aderenza migliorata. Le varianti più comuni includono:

  • F (Fast): presa rapida, ideale quando servono tempi ridotti di pedonabilità.
  • T (Thixotropic): antiscivolamento, indicato per la posa a parete di piastrelle di grande formato.
  • E (Extended): tempo aperto prolungato, utile per grandi superfici.
  • S1 / S2: collante deformabile o altamente deformabile, per supporti soggetti a flessione o dilatazione.

Se si incollano nuove piastrelle sopra un vecchio pavimento, è consigliato usare una colla di classe C2TE S1 per garantire la massima tenuta senza distacchi.


Adesivo in dispersione (D).

Miscela pronta all’uso (detta anche “collante in pasta”) di leganti organici sotto forma di dispersioni acquose polimeriche, additivi organici e cariche inerti.

È la colla ideale per piccoli lavori di posa su pareti interne: paraschizzi in cucina, rivestimenti su cartongesso, riparazioni puntuali. Non necessita di miscelazione e offre una lavorazione pratica e veloce. Non è indicata per pavimenti, esterni o ambienti umidi.


Aggiustabilità.

Tempo massimo entro cui è possibile correggere la posizione delle piastrelle dopo l’applicazione sulla colla, senza perdita significativa di forza adesiva.


Assorbimento d’acqua.

Quantità di acqua assorbita per capillarità quando la superficie del prisma di sigillante è a contatto con acqua senza pressione aggiuntiva. La normativa EN 12808-5 indica come va misurato.


Capacità bagnante.

Misura la capacità di una colla per piastrelle di bagnare il retro della piastrella, garantendo un contatto uniforme tra collante e supporto. Si misura secondo la normativa EN 1347.


Deformabilità.

Capacità di una colla per piastrelle di deformarsi sotto stress tra le piastrelle e la superficie di fissaggio.

È una caratteristica fondamentale nella scelta del collante per piastrelle, soprattutto su supporti soggetti a movimenti termici o strutturali (riscaldamento a pavimento, terrazze esterne, solai). Un adesivo con buona deformabilità (classificato S1 o S2) assorbe le dilatazioni senza provocare distacchi o fessurazioni nel rivestimento.


Deformazione trasversale.

Capacità di un adesivo indurito di deformarsi a causa di stress tra la piastrella e la superficie di fissaggio.


Forza di adesione.

Massima forza per unità di superficie misurabile con test di resistenza al taglio o trazione. Una buona forza di adesione è ciò che garantisce la tenuta della piastrella nel tempo.

Si misura secondo le normative EN 1348, EN 1324 o EN 12003, a seconda del tipo di collante.


Lattice (additivo liquido).

Dispersione acquosa polimerica da miscelare alla colla cementizia prima dell’uso. L’aggiunta di lattice migliora la flessibilità, l’adesione e l’impermeabilità del collante, ed è spesso richiesta per la posa su supporti difficili o per esterni.


Metodo di applicazione su di una sola superficie.

La tecnica principale per posare le piastrelle consiste nella creazione di un letto pieno di adesivo.

L’adesivo viene applicato solo sulla superficie di fissaggio con una spatola dentata.

La dimensione dei denti della spatola varia a seconda del formato della piastrella: 6-8 mm per piastrelle piccole, 10 mm per piastrelle medie e 12-15 mm per piastrelle grandi.

Le piastrelle si posano prima che sull’adesivo si formi un film superficiale.


Metodo di applicazione su entrambe le superfici (doppia spalmatura).

La colla viene applicata sia sulla superficie di fissaggio sia sul retro delle piastrelle, senza superare lo spessore massimo raccomandato. È il metodo consigliato per piastrelle di grande formato o con retro irregolare, perché garantisce una copertura completa del collante.

L’applicazione corretta della colla per piastrelle è fondamentale per garantire che il pavimento non si stacchi o si crepi nel tempo.

Per piastrelle superiori a 50 cm, è consigliato applicare la colla anche sul retro della piastrella per garantire la massima adesione.


Metodo di posa a strato sottile.

Metodo di incollaggio per la posa di piastrelle su superfici piane. Il collante si applica con spatola dentata per ottenere uno strato di spessore uniforme.


Pedonabilità.

Tempo minimo dopo la posa trascorso il quale è possibile camminare sulla superficie piastrellata. Varia in base al tipo di colla: i collanti a presa rapida (classe F) permettono la pedonabilità in poche ore.


Primer.

Dispersione polimerica o soluzione applicata sulla superficie di fissaggio prima della colla per piastrelle. Serve a migliorare l’adesione, consolidare supporti friabili e ridurre l’assorbimento di superfici molto porose.


Resistenza meccanica a flessione.

Valore massimo di frattura di un prisma di sigillante, determinato esercitando una forza a flessione in tre punti. Si misura secondo la normativa EN 12808-3.

Puoi approfondire come riconoscere le piastrelle resistenti nella pagina dedicata a questo argomento.


Ritiro.

Riduzione della lunghezza di un prisma di sigillante durante l’indurimento. Si misura secondo la normativa EN 12808-4.


Scivolamento.

Movimento verso il basso di una piastrella posata su un adesivo applicato su superficie verticale. È un parametro chiave nella scelta del collante per rivestimenti a parete. Si misura secondo la normativa EN 1308.


Sigillante a base di resine reattive (RG).

Miscela di resine sintetiche, additivi organici e inorganici e cariche inerti, il cui indurimento avviene per reazione chimica. Disponibile in uno o più componenti, è indicato dove servono massima impermeabilità e resistenza chimica (es. piscine, cucine industriali).


Sigillante cementizio (CG).

Sigillante premiscelato in polvere a base di leganti idraulici, inerti e additivi. Si miscela con acqua o additivo liquido prima dell’uso. È il sigillante più comune per fughe di piastrelle in ambito residenziale.


Sigillante per piastrelle ceramiche.

Qualsiasi prodotto idoneo al riempimento delle fughe tra piastrelle ceramiche. Nella scelta è importante considerare il colore — la gamma disponibile permette di coordinare le fughe con il rivestimento per un risultato estetico armonioso — e le prestazioni richieste (ambienti umidi, esterni, alto calpestio).

Ho trattato l’argomento delle fughe più spettacolari in questa pagina specifica.


Spatola dentata.

Attrezzo con dentatura regolare che consente di applicare la colla in rilievi di spessore uniforme. La dimensione della dentatura si sceglie in base al formato della piastrella e al tipo di collante utilizzato.


Spessore massimo applicabile.

Spessore massimo di colla ammesso tra il supporto e il retro delle piastrelle dopo la posa. Superarlo può compromettere l’asciugatura e la stabilità del collante.


Stuccatura di una superficie piastrellata.

Processo di riempimento delle fughe tra piastrelle ceramiche, ad eccezione dei giunti elastici di movimento.


Superficie di fissaggio (Supporto).

La superficie rigida e piana sulla quale vengono incollate le piastrelle. I principali supporti su cui è possibile posare con la colla per piastrelle includono massetti cementizi, cartongesso, vecchie piastrelle e pannelli in legno, purché idonei e adeguatamente preparati.


Tempo aperto.

Intervallo massimo tra l’applicazione della colla e la posa delle piastrelle, prima che si formi il film superficiale. Oltre questo limite il collante perde capacità adesiva. Si misura secondo la normativa EN 1346; i requisiti minimi sono definiti dalla EN 12004.


Tempo di attesa per la pulizia.

Intervallo tra la stuccatura delle fughe e il momento in cui è possibile procedere alla finitura del sigillante e alla pulizia delle piastrelle.


Tempo di attesa per la stuccatura.

Tempo minimo dopo la posa delle piastrelle trascorso il quale è possibile applicare il sigillante nelle fughe.


Tempo di conservazione.

Periodo durante il quale la colla per piastrelle, conservata nelle condizioni indicate dal produttore, mantiene inalterate le proprie caratteristiche prestazionali.


Tempo di maturazione.

Periodo di conservazione, a determinate condizioni ambientali, durante il quale il prodotto confezionato mantiene le proprie qualità. In pratica coincide con la shelf life del collante.


Tempo di messa in esercizio.

Tempo minimo trascorso il quale una superficie piastrellata può essere messa in servizio a pieno carico (mobili, elettrodomestici, traffico intenso).


Tempo di vita dell’impasto (Pot-life).

Intervallo massimo durante il quale la colla, dopo la miscelazione, resta lavorabile. Superato il pot-life il collante inizia a indurire e non va più utilizzato.