Detrazioni fiscali Sostituzione vasca in doccia: cosa è vero

Questa pagina è per chi sta valutando di sostituire la vasca con una doccia e vuole sapere la verità sulle detrazioni fiscali, quando esistono davvero e quando invece rischi di crederci “per sentito dire”.

Senza giri di parole. Senza promesse che poi diventano problemi.

aggiornamento febbraio 2026

detrazioni sostituzione vasca in doccia Venezia Treviso

Ciao, sono Matteo di Quellidicasa e opera nella zona tra Venezia e Treviso.

Se mi chiedi “Matteo, posso portare in detrazione la sostituzione vasca in doccia?“, ti rispondo così: dipende da come viene inquadrato l’intervento.

Come evitare di perdere soldi (e tempo) inseguendo una detrazione che forse non ti spetta

Sul tema delle detrazioni fiscali per la sostituzione vasca con doccia c’è molta confusione.

Alcune aziende ti dicono che la detrazione c’è. Altre che non c’è. Altre ancora non ne parlano proprio, sperando che tu non lo chieda.

Il punto è che la risposta non è né “” né “no“. Dipende da come viene impostato l’intervento. E qui entra in gioco una differenza che vale migliaia di euro: la differenza tra un lavoro fatto a pezzi e un intervento progettato seguendo un Sistema.

Perché è normale pensare: “Alla fine è un lavoro piccolo, basta cambiare due cose“.

Ed è altrettanto normale sperare che ci sia un bonus dedicato.

Il problema è che, se ti muovi con l’idea sbagliata, rischi di perdere la detrazione oppure di impostare male pagamenti e documenti.

E, a quel punto, recuperare diventa difficile.

Per questo faccio chiarezza partendo da un fatto: non esiste una detrazione fiscale “automatica” e specifica per il solo cambio vasca-doccia inteso come intervento singolo.

Questa è la cosa che va capita subito, perché evita aspettative sbagliate.

Se ti riconosci in queste situazioni, sei nel posto giusto

  • Hai una casa “vissuta”, e vuoi migliorare il bagno senza buttare soldi
  • Hai una vasca che non usi più (o che usi con fatica) e stai pensando di passare alla doccia
  • Hai sentito versioni diverse (50%, 36%, barriere architettoniche , I.V.A. agevolata) e vuoi un criterio semplice per decidere
  • Non vuoi scoprire dopo che la detrazione non ti spettava e trovarti con un problema fiscale
  • Ti interessa non fare un errore che poi pagherai ogni giorno

Quello che trovi in questa pagina non è pubblicità. È una guida per prendere una decisione informata.

Il problema reale non è “cambiare la vasca”. È non sapere cosa rischi

La domanda che tutti fanno è: “posso detrarre la sostituzione vasca con doccia?

Ma la domanda giusta è un’altra: sto impostando questo intervento nel modo corretto per proteggere il mio investimento?

Tanto è una cosa semplice, si fa in un giorno” — lo pensiamo tutti. Ed è comprensibile.

Ma il punto non è la durata del lavoro.

Il punto è come quel lavoro viene inquadrato.

Perché da quello dipende se puoi detrarre oppure no. E da quello dipende se i soldi che investi sono protetti oppure a rischio.

La sostituzione vasca in doccia non è solo una scelta di comfort. È anche una scelta che può diventare:

  • un intervento pulito, ordinato e fiscalmente coerente;
  • oppure una spesa che non recuperi, solo perché è stata impostata come “lavoretto” e non come intervento agevolabile.

Ed è normale che sia così: quando un lavoro sembra semplice, viene trattato in modo semplice.

Il problema è che la semplicità percepita spesso è una trappola.

Perché il bagno è fatto di impianti, scarichi, quote, pendenze, rivestimenti. E basta poco per cambiare la natura dell’intervento.

In pratica: il rischio non è “fare la doccia sbagliata“. Il rischio è gestire male la parte burocratica e fiscale, e poi scoprire che la detrazione era possibile solo a certe condizioni.

La verità sulle detrazioni fiscali per la sostituzione vasca con doccia

Partiamo da un fatto chiaro.

La semplice sostituzione della vasca con una doccia, se fatta come intervento singolo e senza modifiche agli impianti  non dà diritto ad alcuna detrazione fiscale.

Questo è confermato dalla normativa italiana e dalle circolari dell’Agenzia delle Entrate.

Detto in modo chiaro: se chiami qualcuno che toglie la vasca, mette un piatto doccia al suo posto e va via – senza toccare impianti, senza rifare scarichi, senza intervenire su pavimenti o rivestimenti – non puoi detrarre nulla.

Ed è qui che nasce il problema.

Molte aziende non lo dicono. Alcune lasciano intendere il contrario. Altre si limitano a un generico “ci sono le detrazioni” senza spiegarti quando spettano davvero e a quali condizioni.

Il risultato? Persone che scoprono troppo tardi di non avere diritto alla detrazione. Soldi persi per mancanza di chiarezza.

Perché sul cambio vasca-doccia quasi tutti si confondono

Mettiamola giù semplice.

1) Se fai solo la sostituzione vasca-doccia “senza toccare altro”

Questo non dà automaticamente diritto alla detrazione. “Lo fanno tutti così” – sì, ma questo non lo rende detraibile.

2) Se la sostituzione rientra in lavori più “strutturati” sul bagno

A questo punto cambia tutto. L’intervento può diventare detraibile quando rientra in una ristrutturazione completa del bagno. Rientra quando ci sono il rifacimento totale dell’impianto idrico-sanitario più la sostituzione dei beni significativi, cioè i sanitari.

Ecco che la trasformazione vasca-doccia può rientrare nelle spese agevolate come parte dell’intervento.

Quindi la sostituzione vasca con doccia diventa detraibile?

La situazione cambia radicalmente quando la sostituzione della vasca rientra in un intervento più ampio di manutenzione straordinaria del bagno. A questo punto la detrazione scatta. E qui bisogna fare attenzione alle aliquote corrette per il 2026.

Bonus Ristrutturazioni 2026 (Legge di Bilancio 2026 – L. 199/2025):

  • Abitazione principale: detrazione del 50% con tetto massimo di spesa di 96.000 € per unità immobiliare
  • Seconde case: detrazione del 36% con lo stesso tetto di 96.000 €
  • La detrazione viene ripartita in 10 quote annuali di pari importo

In pratica, se la sostituzione della vasca con doccia fa parte di una ristrutturazione totale del bagno, la spesa rientra nel pacchetto agevolato. Le spese di materiali e posa (piatto doccia, box, rubinetteria, manodopera) possono risultare detraibili come parte dell’intervento, ma solo se tutto è impostato correttamente.

Nota importante: sulle aliquote e sulle scadenze, in giro trovi molte guide con numeri e date. Proprio perché queste regole possono cambiare di anno in anno con leggi e chiarimenti. Vanno sempre verificate sul momento.

Ed è qui che il Sistema Quellidicasa ti evita errori: io preferisco dirti “questa parte va verificata” oggi, piuttosto che farti scoprire domani che una cosa data per scontata non era applicabile nel tuo caso.

Quali interventi rendono l’operazione detraibile?

Perché il lavoro venga classificato come manutenzione straordinaria, deve comprendere modifiche reali e documentabili. Per esempio:

  • Rifacimento dell’impianto idrico-sanitario (tubazioni, scarichi, punti acqua)
  • Fornitura e posa dei sanitari

Se il tuo intervento comprende questi elementi, e viene correttamente inquadrato e documentato, la sostituzione vasca-doccia rientra nel lavoro agevolato.

Bonus Barriere Architettoniche: attenzione, è cambiato tutto

Fino al 31 dicembre 2025 esisteva un Bonus Barriere Architettoniche al 75%. Molti articoli online lo citano ancora.

Aggiornamento importante: il Bonus Barriere Architettoniche al 75% non è stato prorogato per il 2026. È scaduto il 31 dicembre 2025.

Questo non significa che gli interventi per l’accessibilità non siano più agevolabili. Significa che dal 2026 rientrano nel Bonus Ristrutturazioni ordinario, con aliquota al 50% (prima casa) o 36% (seconde case).

IVA agevolata al 10%: quando si applica

Un altro tema che crea confusione è l’IVA. Anche quando la detrazione IRPEF non spetta, c’è un’agevolazione che spesso viene dimenticata: l’IVA ridotta al 10%.

Si applica a tutti gli interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria su immobili residenziali. Ma c’è una condizione precisa: il lavoro deve essere eseguito da un unico soggetto che fornisce sia i materiali che la manodopera. Non deve essere una semplice vendita di beni, ma un lavoro con fornitura e posa gestito dall’impresa.

Per due piastrelle non serve complicarsi la vita” — è una cosa che si sente spesso. Ma il punto è un altro:

se acquisti i materiali per conto tuo e poi chiami qualcuno a montarli, l’IVA agevolata si applica solo sulla manodopera. Sui materiali paghi l’IVA ordinaria al 22%.

Anche qui, la differenza tra “fare da soli” e “farsi seguire” ha un impatto economico diretto.

Riepilogo: quando la detrazione c’è e quando no

Tipo di intervento Detrazione 2026? Note
Sostituzione vasca con doccia (intervento singolo, senza toccare impianti) NO Non detraibile.
Sostituzione vasca con doccia all’interno di una ristrutturazione del bagno (impianti, scarichi, rivestimenti, sanitari) SÌ — 50% (prima casa)
SÌ — 36% (seconde case)
Detraibile. Tetto di spesa 96.000 €. 10 rate annuali.
Intervento per eliminazione barriere architettoniche (DM 236/1989) SÌ — 50% o 36% Dal 2026 rientra nel Bonus Ristrutturazioni. Il vecchio 75% è scaduto.
Acquisto materiali separato + posa separata Con limitazioni IVA agevolata solo sulla manodopera. Rischio di perdere parte del beneficio.

Evita errori e detrazioni perse quando cambi vasca in doccia

Il Vecchio Modo Italiano delle Ristrutturazioni su questo tema fa danni in un modo molto semplice: ti fa partire dalla soluzione (“metto una doccia nuova“) senza partire dal criterio (“come inquadro i lavori e come li documento“).

E infatti succede spesso così:

  • si decide in fretta, “tanto è una cosa veloce“;
  • si compra un pezzo qua e uno là;
  • si paga “come viene“;
  • poi, quando arriva il momento di capire se è detraibile, è tardi.

Ed è qui che nasce il problema: le detrazioni fiscali non premiano l’intenzione (“volevo fare una cosa giusta“). Premiano un intervento inquadrato correttamente e documentato correttamente.

Per questo nel Sistema Quellidicasa io non parto mai da “quanto costa la doccia“. Prima capisco che lavoro stai facendo davvero, cosa comporta sul bagno, e come si protegge il risultato. Poi si decide. Poi si realizza.

Documenti e pagamenti: la parte noiosa che salva la detrazione

Questa è la parte che quasi nessuno ama. Ma è anche la parte che fa la differenza.

Se il tuo intervento rientra tra quelli agevolati e vuoi accedere alla detrazione, ci sono passaggi obbligatori. Non sono facoltativi. Se ne salti anche solo uno, rischi di perdere tutto il beneficio.

  • Bonifico parlante o finanziamento per ristrutturazione edilizia: ogni pagamento deve essere fatto con bonifico bancario o postale che riporti la causale “detrazione fiscale ristrutturazione edilizia art. 16-bis TUIR”, il codice fiscale del beneficiario e la partita IVA dell’impresa. Qualsiasi altro metodo di pagamento ti fa perdere il diritto alla detrazione.
  • Fatture intestate al soggetto che fruisce della detrazione (deve però avere un qualche diritto sulla casa).
  • Conservazione documenti: fatture, ricevute e qualsiasi altro documento necessario.

Lo so: sembra burocrazia. Ma il risultato è semplice: se vuoi il beneficio, devi poter dimostrare cosa hai fatto e come lo hai fatto.

Un dettaglio che molti trascurano: la detrazione si applica alle spese effettivamente sostenute nell’anno solare. Se paghi a cavallo di due anni, la detrazione segue il pagamento, non la data della fattura.

E qui ti dico una cosa molto concreta: la maggior parte dei problemi nasce perché queste cose vengono pensate alla fine. Invece vanno pensate prima, quando si decide il perimetro dei lavori.

Rimandare sembra prudente, ma spesso ti costa di più

Molti rimandano per un motivo semplice: “Aspetto di capire se conviene“. Oppure: “Aspetto che esca un bonus migliore“.

Ed è normale. Nessuno vuole buttare soldi.

Il punto è che rimandare, a volte, non riduce il rischio. Lo sposta.

  • Rimandi e continui a usare un bagno scomodo, ogni giorno.
  • Rimandi e poi ti muovi quando hai fretta, e quando hai fretta fai scelte peggiori.
  • Rimandi e magari perdi la finestra migliore per programmare i lavori con calma.

A questo punto vale la pena saperlo: il 2026 è l’ultimo anno in cui l’aliquota per l’abitazione principale resta al 50%. Dal 2027, la Legge di Bilancio prevede una riduzione: 36% per la prima casa e 30% per le seconde case.

In pratica, su una spesa di 10.000 € per ristrutturare il bagno, nel 2026 puoi recuperare 5.000 €. Dal 2027, lo stesso lavoro ti restituirebbe 3.600 €. Sono 1.400 € in meno.

Non lo dico per creare urgenza. Lo dico perché rimandare ha un costo reale. E il costo non è solo quello dei lavori: è quello dell’opportunità che non sfrutti.

Io non ti dico “fallo subito“. Ti dico una cosa più utile: decidi con criterio, non con speranza. E il criterio è sempre lo stesso: capire prima cosa stai facendo e come proteggerlo.

Il cambio di prospettiva che evita gli errori fiscali

Il problema non è cosa scegli. È come lo scegli.

La detrazione è una conseguenza. Non è il punto di partenza.

Se parti dalla domanda “come faccio a detrarre?“, rischi di forzare un inquadramento sbagliato per inseguire un beneficio fiscale. E quando l’Agenzia delle Entrate controlla, il problema diventa tuo.

Se parti dalla domanda “qual è l’intervento giusto per casa mia?“, la detrazione arriva come conseguenza naturale di un lavoro fatto bene.

Quando parliamo di detrazioni fiscali per sostituzione vasca in doccia, questo significa una cosa molto pratica: prima si chiarisce l’inquadramento dell’intervento, poi si definiscono materiali e soluzione, poi si impostano pagamenti e documenti coerenti.

Prima si capisce cosa serve davvero.
Poi si sceglie come intervenire.
Poi si realizza nel modo corretto.

È un ordine che sembra ovvio. Ma nel Vecchio Modo Italiano delle Ristrutturazioni quasi nessuno lo rispetta.

Come funziona il Sistema Quellidicasa in un cambio vasca-doccia

Sistema Quellidicasa ideato da Matteo di Quellidicasa

Il Sistema Quellidicasa nasce per evitare esattamente questo tipo di problemi: decisioni prese senza avere il quadro completo, soldi spesi nel modo sbagliato, opportunità perse per mancanza di metodo.

1) Analisi ZeroRischi

Prima di qualsiasi decisione, verifichiamo lo stato reale del tuo bagno: impianti, scarichi, pendenze, spazi.

Capiamo insieme se l’intervento che stai valutando ha senso e se può rientrare nelle agevolazioni fiscali vigenti.

Nessun preventivo al buio. Nessuna sorpresa dopo.

2) OffertaPerfetta

L’offerta viene costruita in modo che l’intervento sia correttamente inquadrato: manutenzione straordinaria quando necessario, documentazione completa, fatturazione corretta.

Non vendiamo “pezzi”. Progettiamo interventi che proteggono il tuo investimento.

3) CasaProtetta

Qui entra la parte operativa: un lavoro in bagno, anche se “solo vasca-doccia”, può avere imprevisti tecnici. La differenza è come vengono gestiti: con ordine, con responsabilità chiara, senza rimpalli.

In pratica: invece di sperare che vada tutto liscio, io costruisco un percorso che riduce gli errori prima che diventino un problema serio.

Cosa cambia quando il lavoro è impostato in modo corretto

  • Meno confusione: sai se stai facendo un intervento ordinario o un intervento che rientra in un perimetro agevolabile.
  • Meno errori “da carte”: pagamenti e fatture coerenti, non “aggiustati dopo“.
  • Meno rischio di rifare: perché il bagno non è solo estetica: è impianti, quote, scarichi, durata.
  • Più controllo economico: eviti di contare su una detrazione che poi non si applica, e prendi decisioni basate su cose verificabili.

Il punto è che la detrazione, quando c’è, è una conseguenza. Non è la base su cui costruire una scelta alla cieca.

ATTENZIONE: Solo 6 clienti al mese per mantenere un alto standard di qualità

Domande frequenti sulle detrazioni per sostituzione vasca con doccia

Posso detrarre la sola sostituzione della vasca con una doccia?

No, se è un intervento isolato senza modifiche agli impianti e senza cambiare i sanitari. L’Agenzia delle Entrate lo classifica come non detraibile.

Per questo, prima di qualsiasi decisione, serve capire esattamente cosa comprende l’intervento. È il primo passo dell’Analisi ZeroRischi.

Quanto posso detrarre nel 2026?

Per l’abitazione principale: il 50% della spesa, su un massimo di 96.000 euro, suddiviso in 10 rate annuali.

Per le seconde case: il 36% con lo stesso tetto. Dal 2027 le aliquote scenderanno ulteriormente.

Il bonus barriere architettoniche al 75% vale ancora?

No. Il Bonus Barriere Architettoniche al 75% è scaduto il 31 dicembre 2025 e non è stato prorogato. Dal 2026, gli interventi per l’accessibilità rientrano nel Bonus Ristrutturazioni con aliquota al 50% (prima casa) o 36% (seconde case).

Devo fare la CILA per sostituire la vasca con la doccia?

Dipende dalla portata dell’intervento. Se è manutenzione straordinaria che non tocca parti strutturali e non altera il rapporto luce/volumi, spesso rientra in edilizia libera.

Posso pagare con carta di credito o contanti?

Per accedere alla detrazione, il pagamento deve avvenire esclusivamente con bonifico parlante (bancario o postale) oppure con finanziamento. Devono indicare sempre la causale specifica, il codice fiscale del beneficiario e la partita IVA dell’impresa esecutrice. Qualsiasi altro metodo di pagamento ti fa perdere il diritto alla detrazione.

E se il lavoro lo faccio fare a due imprese diverse?

Puoi, ma diventa più complesso. Devi assicurarti che ogni fattura sia intestata correttamente e che ogni pagamento sia tracciabile con bonifico parlante. Il rischio aumenta quando manca un unico coordinatore. È esattamente il problema che il Sistema Quellidicasa risolve: un solo referente, una responsabilità chiara.

Approfondimenti utili dentro Quellidicasa

Se il tuo obiettivo è cambiare vasca in doccia tra Venezia e Treviso, qui trovi la pagina operativa dedicata all’intervento:

E se invece stai valutando un intervento più ampio sul bagno, qui trovi il percorso completo:

Garanzie reali

Trasparenza fiscale garantita: ti dico subito, prima di qualsiasi preventivo, se il tuo intervento può rientrare nelle detrazioni oppure no. Nessuna promessa vaga, nessun “poi vediamo“.

Un solo referente: se qualcosa non torna, sai esattamente a chi rivolgerti. Nessun rimpallo tra idraulico, piastrellista e negozio di arredo bagno.


Testimonianza sostituzione vasca con doccia Luca Trevisani icona google fonte della recensione ⭐⭐⭐⭐⭐

Sono stato consigliato da un collega

Ho scelto questa azienda in quanto sono stato consigliato da un collega che ha ristrutturato casa con loro. In effetti, quando qualcuno di fidato ti parla bene, già parti più tranquillo. Lui ha rifatto cucina e un bagno con tutti gli annessi e connessi a livello di impianti sia elettrici che idraulici. Io dovevo trasformare la mia vasca degli anni 80 in una doccia moderna possibilmente bella e funzionale.

E devo dire di ritenermi soddisfatto al massimo livello della scelta fatta.

Mi hanno seguito dall’ inizio alla fine e hanno saputo consigliarmi sul come raggiungere il mio scopo con il budget che avevo a disposizione al momento. Hanno realizzato il lavoro nel giusto tempo e con un risultato sorprendente. Giudicate voi dalle foto. In più, cosa molto apprezzata, mi hanno costruito una doccia con materiali completamente italiani e di ottima qualità. Posso solo consigliare “quelli di casa” a tutti coloro che cercano un’ azienda seria e che lavora bene. Dal primo momento all’ ultimo. Grazie a loro ho ritrovato il sorriso e posso godermi il bagno nel miglior modo possibile. Un grazie speciale a Matteo, Giancarlo e a Michele ed Alessandro. Di sicuro tornerò da voi per altri lavori. Consigliati al massimo livello!


Testimonianza Fabio Blasoni lavoro doccia Fabio Blasoni icona google fonte della recensione ⭐⭐⭐⭐⭐

Ottima scelta

Molto professionali e grande accuratezza nell’eseguire i lavori. Ottima scelta su materiali e accessori. Assolutamente da consigliare.


Lisa Benazzo recensione sostituzione vasca con doccia Lisa Benazzo icona google fonte della recensione ⭐⭐⭐⭐⭐

Eseguito puntualmente

Molta serietà, preparazione e cortesia. Lavoro eseguito puntualmente e risultato veramente molto bello ed elegante


Il prossimo passo: fare chiarezza sul tuo caso, prima di decidere

Se stai valutando di sostituire la vasca con una doccia e vuoi capire se nel tuo caso la detrazione fiscale è applicabile, il primo passo non è chiedere un preventivo. Il primo passo non è nemmeno scegliere un box doccia.

Il primo passo è mettere ordine.

E per mettere ordine esiste l’Analisi ZeroRischi: un incontro in cui verifichiamo insieme la situazione reale del tuo bagno, gli impianti, lo spazio e le condizioni per accedere alle agevolazioni.

Cosa succede dopo

  1. Mi contatti e fissiamo un appuntamento (in showroom o a casa tua)
  2. Analizzo la situazione del tuo bagno e degli impianti
  3. Ti spiego con chiarezza se la detrazione è applicabile al tuo caso, e come procedere

Cosa NON succede

Non sei obbligato a comprare. Non firmi nulla. Non ricevi pressioni.

Se il risultato dell’analisi è che non ti conviene intervenire adesso, te lo dico.

Seguo personalmente un numero limitato di cantieri al mese. Non lavoro a volume: preferisco seguire pochi clienti, ma farlo bene. Per questo non sempre riesco ad accettare troppe nuove richieste.

Se stai valutando un intervento serio e vuoi evitare errori, il momento giusto per parlarne è adesso.

Lavoro tra Venezia e Treviso, con showroom a Marcon. Se sei fuori zona, conviene chiedermi prima se riesco a coprire anche la tua area.