Nuovo realizzo o modifiche all’impianto elettrico della cucina?
Ecco i migliori consigli che diamo ai clienti che si rivolgono per realizzare l’impianto elettrico della cucina.

Prima di scegliere i prodotti,
c’è una cosa importante da chiarire.
Il problema non è il risultato finale.
È partire senza aver definito costi, vincoli tecnici e priorità giuste.
Lascia i tuoi dati. Ti aiuterò a capire il prossimo passo sensato.
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Prima di realizzare l’impianto elettrico della cucina…
Per il realizzo dell’impianto elettrico della cucina è buona abitudine pensare prima alla posizione che avranno i mobili e gli elettrodomestici: il progetto della cucina deve guidare la realizzazione e, per l’impianto elettrico, la norma CEI 64-8 è il riferimento da seguire. Anche il posizionamento di mobili, elettrodomestici, acqua, gas e scarichi va definito prima per realizzare un impianto elettrico funzionale e conforme.
L’impianto elettrico base per la cucina di casa secondo norme CEI.
Realizzando in cucina un impianto elettrico di livello 1 prevederemo cinque prese e un punto luce interrotto. La CEI 64-8, riferimento per gli impianti elettrici, distingue tre livelli e definisce requisiti minimi con dotazioni crescenti in termini di sicurezza e flessibilità. Per una cucina di medie dimensioni, il livello 2 rappresenta spesso lo standard più adatto. Vuoi aggiungere anche le prese per il telefono e per la televisione? Tre prese saranno ad uso dei grandi elettrodomestici fissi (forno, microonde e lavastoviglie): ogni elettrodomestico importante dovrebbe avere una linea dedicata, o comunque linee separate con cavi adeguati all’alimentazione. In caso di assorbimenti elevati, la presa di corrente può essere di tipo Schuko. Due prese invece saranno a servizio di apparecchi dall’uso non continuativo come il frullatore o l’aspirapolvere. L’installazione deve inoltre prevedere un interruttore differenziale e più circuiti separati, come richiesto dalle normative, per evitare sovraccarichi.
Le prese più basse si installano a trenta centimetri dal pavimento. Le prese sopra al top si collocano in corrispondenza del piano di lavoro, in genere a 110 cm da terra. Va rispettata una distanza di almeno sessanta centimetri tra il rubinetto del lavello o dal piano cottura rispetto alla presa: sono distanze di sicurezza previste per l’impianto elettrico in cucina. Questo per non bagnarle con schizzi di acqua o stressarle con il calore dei fuochi. Per ovviare a questo limite esistono barre con luci e prese da installare alla base dei pensili.
E se voglio delle prese in più?
Fai bene a volere delle prese extra: la quantità va valutata in base agli elettrodomestici previsti e alla potenza richiesta in cucina. Soprattutto vicino al top della cucina, le prese non sono mai troppe. La cucina è il luogo della casa con la maggiore concentrazione di elettrodomestici di potenza e una cucina moderna richiede spesso più di 3 kW.
Quando cucini puoi avere bisogno di più apparecchi. Avere prese multiple sul piano di lavoro può essere pericoloso. Attaccare e staccare spine con le mani sporche da cibo è molto scomodo.
L’illuminazione della cucina.
Nel realizzo dell’impianto elettrico della cucina, la posizione dell’illuminazione e il suo progetto sono fondamentali per la tua soddisfazione, nel modo giusto rispetto a uso degli spazi e normativa.
In cucine illuminate male si vive male. Più sorgenti luminose migliorano la funzionalità e rendono l’atmosfera più piacevole.
Non sbagliare pensando di avere luce sufficiente da un lampadario centrale. L’illuminazione deve evitare contrasti eccessivi e sostenere attività di precisione sul top e ai fuochi.
La luce che esce dal lampadario centrale ti disturba perché qualsiasi attività tu svolga in cucina sarai sempre disturbato dalla tua ombra. Invece: Metti luce dove ti serve. Dai più illuminazione alle zone dove lavori, cioè sopra al top, ai fuochi e al tavolo, considerando tutti gli aspetti pratici e scegliendo una luce calda al posto dei neon freddi, in armonia con il design della cucina per creare un ambiente caldo e familiare.
E la cappa?

Se la cappa è integrata nel pensile o a soffitto, va previsto anche il relativo punto di alimentazione nel posizionamento dell’impianto, perché la scelta del modello incide sia sulla funzionalità dell’aspirazione sia sul design della cucina.
La cappa è importante. Bisogna tenerne conto nel realizzo dell’impianto elettrico della cucina. Se la cappa non è collegata ad un condotto di scarico allora bisogna prevedere ad un elettroventilatore collegato alla parete. Se il modello di cappa scelto prevede una propria illuminazione, fai attenzione al colore della luce: deve farti vedere fedelmente il cibo e non deve stancarti gli occhi.
Collegamento degli apparecchi elettrici e gas.
Dopo che i mobili della cucina saranno installati hai bisogno del collegamento degli apparecchi elettrici e gas agli impianti della cucina, una fase che fa parte degli allacciamenti finali di acqua, gas ed elettrico della cucina. Essendone abilitati in camera di commercio, lo possiamo fare noi per te, prevedendo ogni punto di servizio in modo coordinato nel progetto così da facilitare installazione e controllo finale, nel rispetto delle normative e della legge di settore in questo ambito.
Il servizio di collegamento degli apparecchi agli impianti della cucina ha una sua pagina dedicata.
E il certificato di conformità?
Avrai la dichiarazione di conformità sui lavori eseguiti, come previsto dal DM 37/08 per installazione, articolo di riferimento e attestazione finale dell’impianto. La conformità riguarda anche i dispositivi di sicurezza, come l’interruttore differenziale previsto per proteggere dai contatti indiretti. Il certificato di conformità ti garantisce che la ditta è abilitata e che il documento attesta il rispetto delle normative di legge e della regola dell’arte.
Voglio un servizio completo.
Non devi stancarti a trovare l’elettricista, l’idraulico ed il muratore. Dal punto di vista organizzativo, avere un unico referente aiuta a gestire meglio gli interventi quando diventano più complessi. E non devi nemmeno coordinarli. Nelle case più datate, due terzi delle abitazioni costruite prima del 1990 hanno impianti non conformi: per questo conviene fare una valutazione degli spazi e dell’impianto, con la giusta considerazione delle norme, prima di un aggiornamento della nuova cucina. È buona norma suddividere i differenziali, così un guasto a uno circuito non spegne l’intera casa. Hai anche una sala mostra a tua disposizione con piastrelle, mosaici, rubinetterie, parquet e termo arredo.
Qui trovi una panoramica generale sugli impianti della cucina.
Ogni anno si registrano oltre 45.000 incidenti domestici per malfunzionamenti elettrici. In ambito ristorante, e nelle cucine con molti coperti, il livello 3 è richiesto per impianti più complessi.